Durante i suoi corsi di formazione Fabio Oreste ha insegnato, a centinaia di allievi in tutta europa, strategie e tecniche sul suo metodo di trading basato sulle relazioni tra il comportamento dei mercati finanziari e la fisica quantistica.
Nel suo modello di trading Fabio Oreste concepisce il prezzo di una azione o di una commodity paragonandolo al movimento di un elettrone. Entrambi hanno comportamenti non lineari e danno luogo a una nuvola di posizioni possibili, tra le quali alcune sono più probabili.
Il movimento dell’elettrone ricorda un po’ quello della pulce che salta da un punto all’altro.
Gann, quando afferma che il movimento del prezzo è come quello di un elettrone, si riferisce proprio a questa specifica, peculiare proprietà. Quali sono le implicazioni connesse? Che mentre il mondo della realtà quotidiana in cui ci moviamo è governata dalla geometria euclidea e dalle matematiche lineari che si occupano del movimento dei corpi secondo un movimento continuo, la fisica delle particelle e la meccanica quantistica studiano il movimento della particelle infinitesimali. Se utilizziamo un modello basato sulle analogie tra le particelle della meccanica quantistica ed il prezzo delle azioni, delle valute o delle commodities, potremo arrivare alle seguente conclusioni. La particella, se subisce uno shock energetico additivo, si allontana dal nucleo dell’atomo, quasi superato una forza di gravità che la incatena alla sua struttura, e si sposta su di un’orbita più lontana, andando da A a B e poi da B a C.
Quando viceversa subisce uno shock energetico sottrattivo di energia, avvicina su un’orbita più interna, verso il nucleo dell’atomo, andando da C a B e poi da B verso A. Possiamo prendere spunto da questo movimento delle particelle per individuare strutture di movimento nel prezzo su cui poter fare delle previsioni attendibili.
Il fisico Max Planck, studiando il comportamento dell’elettrone, stabilisce che quando la particella si sposta e inizia a muoversi da una curva orbitale intorno all’atomo verso un’altra, lo fa compiendo un salto che è calcolabile ed è rappresentato da un constante minima, la famosa costante K.
Questa ci consente di identificare la quantità minima di movimento dell’elettrone, identificabile, secondo Planck, con una possibilità di probabilità molto elevata, all’interno di una nuvola di probabilita’ complessa. Per tanto, si tratta di un modello dove non si hanno certezze totali, ma probabilità molto elevate, che consentono di identificare lo spazio minimo percorso da una particella, partendo da un punto A per raggiungere a un punto B. Questa peculiarità ci consente di fare dei ragionamenti.
La prima implicazione è che possiamo creare un metamodello del prezzo che abbia valenze analoghe a quelle dell’atomo che abbiamo appena visto. Se, paragoniamo il movimento del prezzo a quello di un elettrone e gli attribuiamo una costante di salto minima, possiamo assimilare il punto di partenza A della particela sollecitata dallo shock energetico a un minimo di prezzo, sul grafico. E quando il prezzo inizia a salire, per esempio partendo da un minimo fatto da un’azione a €5,50, sappiamo che salirà senza fermarsi prima di aver raggiunto il punto B, che secondo la costante K si trova, ad esempio, a €8,80.
Questo significa che, se il prezzo segnando un minimo sul grafico reagisce, invertendo tendenza e cominciando a salire dopo aver toccato il minimo, noi siamo certi che salirà almeno di una certa quantità di prezzo costante, per cui potremo comprare sul minimo e vendere sul prezzo obiettivo.
A questo punto il discorso si fa davvero affascinante perché – se passiamo invece in rassegna il caso contrario e prendiamo il massimo di un titolo come posizione del punto B occupato attualmente dalla particella, e ipotizziamo uno shock sottrattivo di energia – il prezzo scenderà fino a toccare il punto A, percorso minimo rappresentato dalla costante K. Di conseguenza, siamo certi che, scommettendo sul suo ribasso, attraverso opzioni o futures, o vendendo il titolo allo scoperto, potremo creare un’operazione ad alto profitto.